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Diversi nuovi approcci noti con il termine di biopreservazione sfruttano la capacità di determinati ceppi di batteri lattici (LAB) e altre specie selezionate di competere nel substrato carneo con altri microrganismi (psicrofili patogeni e alteranti), cui impediscono la crescita e la sopravvivenza mediante produzione di specifici metaboliti antibatterici.
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Analogamente a tutti i comparti alimentari, anche nel settore delle carni trasformate si mostra sempre più attenzione ai profili nutrizionali degli alimenti. Una prova di ciò è che, rispetto a trent’anni fa, sia le carni che i salumi si presentano oggi più magri, con meno grassi e meno sale, di migliore qualità e maggiore valore nutrizionale; ma si sta attenti anche al contenuto di acqua, di collagene e altri elementi una volta ritenuti secondari.
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Nel cuore della Food Valley, a Langhirano, in provincia di Parma, dove nascono tutti i prodotti DOP e IGP, Gualerzi Spa ha scelto di avviare un percorso di sostenibilità.
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“Carpaccio” e “Tartare” sono generalmente prodotti carnei che troviamo sempre più spesso nei banchi espositivi dei supermercati, preimballati, e che per consuetudine vengono consumati tal quali senza ricorrere alla cottura. Essi prevedono comunque un condimento e recano spesso in etichetta l'indicazione “da consumarsi previa cottura”.
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In occasione dell’Assemblea annuale del Consorzio di Tutela si è fatto un punto su produzione, filiera e mercati globali ed è stata rilanciata la candidatura UNESCO della “Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare di Modena e Reggio Emilia”.
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I tre prodotti sono stati al centro di un evento organizzato da ANICAV e ASSITOL sulla merenda POP. Un tris di ingredienti senza pari, analizzati nelle loro qualità ma anche come andamento dei rispettivi comparti, in un momento di forti tensioni internazionali e crescente concorrenza sleale dall’estero.
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L’OI Pomodoro da Industria Nord Italia ha resi noti i dati dei prodotti finiti del 2025, confermando la regolarità dei pagamenti; sono stati definiti i contratti per il pomodoro da industria della campagna 2026. I numeri confermano che quello del Nord Italia è il maggior distretto produttivo europeo.
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Nel 2025 superati i 5,8 milioni di tonnellate di produzione di pomodoro da industria. L'Italia resta prima nell'export e torna seconda nella produzione. I dati di Ismea su un comparto fondamentale del Made in Italy.
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Secondo le ultime analisi di Areté, il mercato sta attraversando una fase di profondo cambiamento con i prezzi sulle borse internazionali che mostrano una persistente instabilità.
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Il mercato della nocciola turca mostra segnali di raffreddamento, con quotazioni in calo ai minimi degli ultimi otto mesi e una contrazione marcata delle esportazioni, che riflette una domanda ancora debole nonostante un’offerta ridotta e prospettive favorevoli per il prossimo raccolto.
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Dalle nuove direttive energetiche statunitensi alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: uno scenario di profondo cambiamento per i mercati degli oli vegetali e del pomodoro da industria.
















